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South Stream, Lavrov in Bulgaria per avere l'ok del governo

South Stream, Lavrov in Bulgaria per avere l'ok del governo
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Da una parte le necessità energetiche, dall’altra le regole europee sulla concorrenza. Sullo sfondo l’instabilità in Ucraina e il bisogno, per il gas russo, di una via alternativa verso l’Europa.

Eccolo South Stream, gasdotto che, dalla Russia, dovrebbe arrivare in Italia, passando per Mar Nero e Balcani.

La Bulgaria ha da poco fermato i lavori su richiesta di Bruxelles, costringendo il ministro degli Esteri russo Lavrov ad un tour per assicurarsi l’ok dei Paesi partecipanti.

“South Stream è molto importante per la Bulgaria e l’Europa sudorientale, oltre che per l’Unione europea”, ha dichiarato l’omologo bulgaro Kristian Vigenin in occasione della sua visita.

“Il progetto – prosegue – costituisce un fattore importante per garantire l’approvvigionamento energetico della Bulgaria e dell’Unione europea”.

“Siamo a favore della costruzione del gasdotto in base alla legislazione europea e speriamo che un dialogo con la Commissione europea aiuti a rilanciare la sua costruzione sul territorio bulgaro”, ha concluso.

Secondo le nuove regole del mercato unico dell’energia i produttori non essere anche proprietari dei gasdotti.

Ma nella saga di South Stream la guerra economica tra Europa e Russia assume connotati geopolitici.

Mosca vuole marginalizzare Kiev come via di transito per il gas e accusa Bruxelles di fare pressioni in senso opposto sui Paesi toccati dal progetto.

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