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La Turchia non interverrà militarmente in Iraq, dice un esperto

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La Turchia non interverrà militarmente in Iraq, dice un esperto

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La crisi degli ostaggi turchi in Iraq, prigionieri dell’emirato islamico dell’Iraq e del Levante. Ne abbiamo parlato con il professor Mensur Akgün, capo dell’Istituto delle relazioni internazionali dell’Università di Istanbul.

euronews:

“Si aspetta un’operazione militare a breve?”

Prof. Mensur Akgün:

“Non vedo questa possibilità praticabile nel breve periodo. Non credo che la Turchia si prepari a un’operazione militare unilaterale in Iraq. Ma se ci fosse uno sforzo multinazionale, allora Ankara dovrebbe farne parte. L’interesse della Turchia è soprattutto quello di mantenere questa minaccia lontano dai suoi confini. Per questo la Turchia può essere di supporto per i curdi iracheni o per il governo di Baghdad o anche per gli Stati Uniti.”

L’attacco jihadista alla rappresentanza diplomatica turca di Mossul è avvenuto l’11 giugno. Anche il console figura fra gli ostaggi.

“C‘è una grande minaccia che pesa sulla regione e questa va al di là dell’azione di Mossul – dice il prof. Akgün – È una minaccia che deve essere presa sul serio. Questi estremisti non hanno alcun rispetto per le norme internazionali e si stanno muovendo molto velocemente, grazie al vuoto di potere all’interno del paese. Ci si domanda cosa faccia il primo ministro iracheno.”

Intanto il ministero degli esteri turco ha invitato i connazionali a lasciare l’Iraq,
dove infuriano gli scontri tra gli jihadisti e le forze governative. I cittadini turchi attualmente in Iraq sono oltre 125 mila.