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Al Sisi: pazienza per arrivare alla democrazia

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Al Sisi: pazienza per arrivare alla democrazia

Al Sisi: pazienza per arrivare alla democrazia
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Come i suoi predecessori, il nuovo uomo forte dell’Egitto è un militare, legittimato dal voto elettorale a sedere nel più alto scranno dello Stato .
Dà di sé un’immagine autoritaria. Immagine rassicurante dopo tre anni di instabilità politica e sociale.

Nel 2012 presta giuramento come capo delle forze armate e ministro della Difesa.
L’allora presidente Mohamed Mursi, il primo civile eletto democraticamente come capo di Stato, dà fiducia a questo militare che non nasconde di pregare cinque volte al giorno. Una sicurezza per Mursi, islamico, appartenente al partito dei Fratelli musulmani.

È sicuramente l’errore più grave che Mursi commette.

Quando la situazione sembra fuori controllo, il generale Al-Sisi gli intima di ascoltare i manifestanti.
che protestano contro Fratelli musulmani.

Il 3 luglio 2013 Al Sisi annuncia in televisione la destituzione del presidente. E assume tutti i poteri.

Negli 11 mesi che seguono l’esercito reprime la protesta con la forza. 1400 i morti. Una giustizia sommaria condanna a morte oltre 500 membri della Fratellanza, oltre 15 mila i militanti che finiscono in carcere.

Il pugno di ferro, con cui ripristina l’ordine, guadagna al generale la popolarità di cui ha bisogno.
Al Sisi, nasce 59 anni fa nel quartiere popolare della Gamaliya, al Cairo.
Figlio di un ebanista, entra nell’esercito dove fa una rapida carriera.
Come ricordano i vicini.

“Riteniamo che Al Sisi sia serio e disciplinato, è un uomo del popolo, è un uomo che ha esperienza di vita. Era il capo della regione militare di Ashaqia ed era il direttore dei servizi segreti.
Per cui è normale che sia presidente”.

I suoi gli chiedono di presentarsi a elezioni il cui esito è scontato.

Al Sisi smette l’uniforme per abiti civili.

“Gli giziani sono pazienti e eccezionali.
Non dimenticate che si tratta di una civiltà che vanta 7000 anni.
Se c‘è speranza e se vedono che questa si realizza, saranno capaci di attendere con pazienza”.

Pazienza che dovrà durare 20-25 anni, il tempo necessario per arrivare a avere una vera democrazia.