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Sulle tracce del Big Bang

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Sulle tracce del Big Bang

Sulle tracce del Big Bang
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La teoria del Big Bang, atto di nascita dell’universo, trova una parziale conferma che il mondo scientifico attendeva da tempo. I ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Boston hanno annunciato di aver scoperto le impronte delle onde gravitazionali primordiali.

Grazie a un telescopio a microonde posizionato al Polo Sud, hanno osservato i segnali della repentina dilatazione dell’universo, durata una piccolissima frazione di secondo.

Marc Kamionkowski, fisico: “Questi segnali erano l’anello mancante della cosmologia, qualcosa che pensavamo dovesse esistere senza esserne davvero sicuri perché li cercavamo da quasi vent’anni”.

Albert Einstein fu il primo a postulare l’esistenza delle onde gravitazionali, ormai un secolo fa, nella sua teoria della relatività generale. Ma nessuno era ancora riuscito a misurarle direttamente, nonostante diversi esperimenti che avevano quell’unico obiettivo.

Se l’annuncio degli scienziati statunitensi sarà confermato, avremo la verifica sperimentale dell’ipotesi della cosidetta inflazione cosmica: vale a dire la dilatazione esponenziale dello spazio-tempo.

Mordecai-Mark Mac Low, astrofisico: “L’universo si è dilatato, passando dalle dimensione di un atomo a quelle di un pallone da pallacanestro, in una piccolissima frazione di secondo. E’ la teoria dell’inflazione cosmica, che è stata ipotizzata per trent’anni. E adesso quell’ipotesi è stata confermata”.

Ora diversi gruppi di ricerca si daranno da fare per cercare di replicare i dati raccolti. Se ci sarà una conferma, un premio Nobel sembra garantito.

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