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Referendum in Crimea, tensione sui mercati internazionali

Referendum in Crimea, tensione sui mercati internazionali
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Grande tensione sui mercati, con l’avvicinarsi del referendum sulla secessione della Crimea e la diplomazia al lavoro per evitare l’escalation.

Dopo la chiusura negativa di Tokyo una delle borse peggiori è proprio Mosca, che in mattinata è arrivata a perdere cinque punti percentuali.

Male anche Francoforte, le cui aziende sono tra le più esposte alla Russia, mentre a Piazza Affari il FTSE Mib cedeva oltre due punti.

A pesare sono anche i timori per il rallentamento della crescita cinese: il prezzo del rame, materia prima considerata la cartina di tornasole dell’economia asiatica, ha perso il 5% questa settimana.

In questo clima di avversione al rischio gli investitori puntano ai tradizionali beni rifugio: rendimenti in ribasso per il bund tedesco, mentre il prezzo dell’oro è ai massimi da sei mesi.