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Sebastopoli, città di confine dove c'è vento di secessione

Sebastopoli, città di confine dove c'è vento di secessione
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Il presidente ucraino ad interim, Olexander Turchynov, teme i venti di separatismo. La popolazione russa di Crimea, maggioranza nella regione, teme che i nuovi assetti del potere reprimano l’autonomia di cui essa gode. A Sebastopoli si organizzano gruppi di autodifesa.

Alcuni parlamentari russi ha incontrato la popolazione locale, assicurando il supporto di Mosca, ma negando che essa sia pronta a rilasciare passaporti a chiunque ne faccia richiesta.

Un’ipotesi che non piace all’attivista per i diritti umani della Crimea, Olga Timofeyeva: “le vicende geopolitiche ucraine non dovrebbero risolversi in una migrazione della popolazione dell’Ucraina verso la Russia, dando a essa passaporti russi”.

La città affacciata sul Mar Nero è crocevia particolarmente sensibile di un possibile innalzarsi delle tensioni tra Kiev e Mosca, essendo sede di una base navale russa.

Media locali hanno ipotizzato persino che nell’avamposto si nasconda il deposto presidente Yanukovich.

Per mercoledì è convocata una riunione straordinaria del Parlamento autonomo. Una parte della popolazione chiede un referendum secessionista.

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