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Grybauskaitė, presidente UE: "La leadership ucraina ha preso in ostaggio il Paese"

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Grybauskaitė, presidente UE: "La leadership ucraina ha preso in ostaggio il Paese"

Grybauskaitė, presidente UE: "La leadership ucraina ha preso in ostaggio il Paese"
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È Capo di stato in Lituania e sta per concludere il semestre di presidenza dell’Unione Europea. Dalia Grybauskaitė è stata ospite negli studi di Euronews a Bruxelles, dove ha rilasciato questa intervista.

Fariba Mavvadat, euronews:
Presidente, l’Unione europea ha fallito nel concludere un accordo di associazione con l’Ucraina. Un duro colpo, descritto come uno dei peggiori nella storia dell’Unione Europea. Cosa è andato storto?

Dalia Grybauskaitė, presidente della Lituania:
Non è stato un fallimento dell’Europa, ma dell’Ucraina. A dire il vero non del Paese ma della sua leadership. Penso invece che il summit di Vilnius abbia dimostrato molto chiaramente che il governo ucraino non ha politiche e persone pronte ad avanzare nel processo di integrazione europea. Praticamente hanno preso in ostaggio l’Ucraina per tutelare i loro interessi. Al contrario assistiamo invece al risveglio del popolo ucraino.

euronews:
C‘è chi ritiene che non sia stato fatto abbastanza, per fare in modo che l’Ucraina tagliasse il suo cordone ombelicale con la Russia, che l’offerta sia stata insufficiente.

Grybauskaitė:
L’Europa non compra e offre. L’Europa assiste i Paesi nelle loro decisioni, che vengono prese liberamente, senza pressioni e con motu proprio. La leadership ucraina oggi non è in grado di prendere questa decisione. Lo sta facendo il popolo ucraino, ogni giorno.

euronews:
Sta per concludere la sua presidenza dell’Unione Europea. Come si sente?

Grybauskaitė:
Molto bene! Scherzo… Naturalmente ci siamo preparati molto, ci sono voluti due anni per farlo. Siamo anche in una fase pre-elettorale in Europa, quindi siamo stati sommersi dal lavoro, per non rimandarlo al prossimo semestre, perché saremo tutti più o meno impegnati con le elezioni. Naturalmente ci sentiamo solllevati ora che l’abbiamo gestito, e non così male. Qualcuno dice che lo abbiamo fatto molto bene, ma non sta a me dirlo. Insomma, due settimane ancora e passeremo il testimone alla Grecia.