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Usa, disoccupazione cala. Ma la Fed guarda ai danni dello "shutdown"

Usa, disoccupazione cala. Ma la Fed guarda ai danni dello "shutdown"
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Non bastavano i danni causati da 16 giorni di serrata nel governo statunitense.

Ad una probabile scrematura nell’ordine dello 0,6% sulla crescita del quarto trimestre si aggiungono i dati (pubblicati in ritardo) peggiori delle attese del mercato del lavoro a settembre.

Prima, cioè, che il braccio di ferro di repubblicani e democratici desse inizio al cosiddetto “shutdown”.

Il mese scorso il tasso di disoccupazione è sceso al 7,2%. È il livello più basso da novembre del 2008. Visto il numero di nuove buste, solo 148 mila (meno delle aspettative), è però difficile non attribuire la variazione alla fuoriuscita di americani dalla popolazione attiva. Ad esempio, chi va in pensione.

Soltanto duemila i nuovi contratti nel manifatturiero, mentre, al leggero rimbalzo del comparto informativo si è contrapposta una frenata del turismo.

Dal Congresso, i riflettori finanziari tornano ora a puntare sulla Federal Reserve. Il presidente Bernanke, accompagnato dal vice e futuro numero uno Yellen, a settembre aveva stupito il mondo posticipando la frenata nel programma di stimoli economici e chiedendo “segnali di ripresa più certi”.

La risposta del governo è stata la paralisi e la scommessa degli analisti ora è per un inizio del “tapering” (come viene chiamata la frenata) nel 2014 ed un rialzo dei tassi solo verso fine 2015.