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Applausi moderati al discorso sullo stato dell'Unione di Barroso

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Applausi moderati al discorso sullo stato dell'Unione di Barroso

Applausi moderati al discorso sullo stato dell'Unione di Barroso
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Combattere la disoccupazione e proteggere i valori europei. Nel discorso sullo stato dell’Unione, probabilmente l’ultimo del suo mandato da presidente della Commissione, José Manuel Barroso ha definito le linee guida del suo governo prima delle elezioni di maggio: “L’Europa deve concentrarsi laddove piu’ produrre valore aggiunto. Se non è cosi’, non dovrebbe intrometttersi. L’Unione europea ha bisogno di essere grande sulle cose grandi e piccola sulle cose piccole. E’ qualcosa che che abbiamo trascurato in passato. Come governi, abbiamo bisogno di prestare maggiore attenzione alla qualità e alla quantità dei regolamenti, considerando quello che ha detto Montesquieu: le leggi inutili, indeboliscono le leggi necessarie”

Il discorso sullo stato dell’Unione è stata l’occasione per fare il punto sulle misure prese per affrontare la crisi, nonostante la lentezza delle istituzioni nel reagire, il capogruppo dei liberali Guy Verhofstadt difende il modello comunitario: “E’ vero che la crisi è stata gestita male dai leader europei che sono al potere oggi. Ma dire che bisogna tornare agli stati nazione, come dicono gli euroscettici, è sbagliato, è una menzogna. Perché la realtà è che ci vuole piu’ Europa, un’Europa unita che abbia una strategia economica”

La filosofica di Barroso tuttavia non ha convinto affatto il leader dei conservatori, il britannico Martin Callanan: “E’ stato un discorso molto lungo e noioso! Come accade sempre con Barroso, è stato un discorso di alta retorica, ma con poche azioni. Bisogna concentrarsi sul concreto: completare il mercato unico, avere una direttiva sui servizi che abbia un vero impatto, queste sono le cose che fanno la differenza!”

Tra le riforme da completare prima della fine della legislatura c‘è quella dell’unione bancaria, un cantiere molto difficile ma essenziale per rafforzare la zona euro.

Il testamento di Barroso nello Stato dell’Unione