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Estate cinematografica: grandi kolossal tra pochi successi e tanti flop

Estate cinematografica: grandi kolossal tra pochi successi e tanti flop
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Deve ringraziare la corsa del “Grande Gatsby” la Time Warner. Nei risultati trimestrali il colosso dell’intrattenimento americano riporta un aumento dell’utile netto a 578 milioni di euro, supportato anche dalla pubblicità nei canali via cavo.

Tolto un ‘grazie’ anche a Superman – “Man of Steel” è sulla cresta dell’onda da due mesi con 600 milioni di dollari incassati in tutto il mondo – per tutta l’industria dei sogni è arrivato il momento di fare un bilancio dell’estate.

Il responso è impietoso: quasi tutti i principali “blockbuster”, cioè i film holliwoodiani con un super-cast, super-effetti speciali e soprattutto un super-budget, sono dei veri e propri flop.

Pellicole come “After Earth” con Will Smith e il figlio Jaden, “White House Down” con Channing Tatum o il fantascientifico “Pacific Rim” del regista Guillermo Del Toro, costati centinaia di milioni di dollari. Ma che, al botteghino, non ne hanno incassati neanche la metà.

Il flop più colossale è stato “The Lone Ranger”, con Johnny Depp. L’annuncio della Disney di probabili perdite fino a 190 milioni di dollari, dopo il fiasco al botteghino, è riuscito a far passare inosservati in borsa i risultati positivi del secondo trimestre.

Colpa della programmazione estiva troppo stipata di grandi titoli, dicono gli esperti: in America gli incassi dei cinema sono saliti, ma, a meno di prendere in prestito spettatori da altri pianeti, qualche film rimarrà sempre fuori dalle preferenze.

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