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Israele, no a diktat europei sulle colonie

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Israele, no a diktat europei sulle colonie

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No ai diktat europei. Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, non lascia spazio a dubbi riguardo la decisione dell’Unione europea di escludere da finanziamenti e gare di appalto le attività che hanno sede nelle colonie.

“In quanto Primo Ministro d’Israele non permetterò mai che le centinaia di migliaia di cittadini israeliani residenti in Giudea e Samaria, sulle alture del Golan e a Gerusalemme possano essere messi in pericolo” La reazione di Netanyahu è arrivata al termine di una riunione ministeriale d’urgenza. “Non accetteremo nessun diktat esterno sui nostri confini” ha quindi annunciato il Premier in conferenza stampa.

Non lascia spazio a interpretazioni neanche l’annuncio fatto da Bruxelles, che entro la settimana pubblicherà le linee guida che vieteranno i rapporti con enti israeliani collocati fuori dai confini del 1967:“L’Unione europea considera gli insediamenti israeliani illegali sotto il profilo del diritto internazionale e non riconosce la sovranità israeliana sui territori occupati.”
Grande soddisfazione arriva, invece, da parte dell’Autorità Palestinese che si congratula con l’Europa per una decisione storica, a favore della pace.

“Israele dovrebbe prestare attenzione e capire che l’occupazione non può continuare ignorando le responsabilità, guardando soltanto al proprio interesse” ha affermato Hanan Ashrawi “Ora che il mondo si sta occupando dei Territori Occupati è giunto il momento che Israele lasci in pace i palestinesi”.

Israle, intanto, porta avanti nuovi piani edilizi nelle colonie. Mercoledì 17 luglio è atteso il verdetto di una commissione militare per la costruzione di un migliaio di abitazioni in Cisgiordania. Un verdetto che tutti danno per scontato: le 1071 unità abitative sarebbero già state approvate.