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The lost generation

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The lost generation

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Hanno dai 15 ai 24 anni, in linea di massima non hanno fatto studi superiori e sono chiamati generazione senza futuro.

Il tasso di disoccupazione per questi giovani è due tre volte superiore a quello dei loro fratelli maggiori.

Prime vittime della crisi, non riescono a pareggiare i conti con la situazione che si è venuta a creare dopo il 2008.

Con oltre 26 milioni di senza lavoro, pari all’11% della popolazione, contro il 7,5% negli Usa e 4,1 in Giappone, l’Unione europea è in ginocchio -accusa il colpo.

Le differenze tra gli Stati membri restano comunque significative, come indica il grafico. Ma i contrasti sono più che mai evidenti se si parla di giovani.

Più di 5 milioni e mezzo sono disoccupati, ossia il 23,5%. La situazione più grave quella di Spagna e Grecia, l’Italia ha raggiunto il 38%.

Da qui l’urgenza d’agire. Nel corso del summit della scorsa settimana gli stati membri hanno deciso di stimolare crescita e lavoro, sbloccando 6 miliardi di euro supplementari da utilizzare nel biennio 2014-2015.

A beneficiarne saranno prima di tutto le aree geografiche più svantaggiate. I giovani disoccupati da oltre 4 mesi avranno canali preferenziali per ritrovare un lavoro, seguendo formazioni e stage.

La formazione continua può essere un investimento soprattutto per quei giovani che non hanno conseguito una laurea.

L’obiettivo è comunque dare loro nuovo slancio e nuove speranze evitando derive che possano sfociare in disperazione e in violenza.

Dove questa misura è già stata messa in pratica i risultati sono lodevoli: in Spagna molti giovani sono tornati in classe, dopo aver deciso di mettere in soffitta i libri perché attirati dal lavoro facile garantito negli anni del boom dell’edilizia.

Luis Felipe, 25 ans:

“Pensi che studiare non sia importante, a 17 anni guadagni 900 euro e ti sembra di avere il mondo in mano”.

Molti hanno fatto la scelta Luis Felipe, almeno, in Spagna e l’abbandono scolastico è diminuito di due punti percentuali in un anno.