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Meno pallone, più servizi. Il Brasile dice basta all'"oppio carioca"

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Meno pallone, più servizi. Il Brasile dice basta all'"oppio carioca"

Meno pallone, più servizi. Il Brasile dice basta all'"oppio carioca"
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Anche nella patria del calcio samba, il pallone non è più l’oppio dei popoli. Stracciata la cartolina di un paese che campa di carnevale e “futebol”, i brasiliani hanno fatto saltare ogni schema.

E scesi in piazza contro gli sprechi da Coppa del Mondo hanno profanato il tempio del calcio, portando anche allo stadio la loro protesta contro corruzione e servizi che lasciano a desiderare.

“Prezzi scandalosi, tasse molto elevate… – denuncia un giovane -. E poi gli ospedali, i problemi della sanità… La situazione è grave”.

“Noi brasiliani in pensione prendiamo ormai il minimo – gli fa eco una donna -. Impossibile quindi pagare trasporti e cure mediche, come anche scuole e asili per i bambini”.

Il dietrofront sul caro-mezzi pubblici a San Paolo ha confermato la natura ben più profonda del malcontento. Se le autorità hanno fatto marcia indietro sull’aumento dei biglietti dell’autobus, la protesta ha invece preso nuovo slancio e vigore.

Nel mirino il costo di una Coppa del Mondo ora stimato a 11 miliardi di euro, l’equivalente di 57 euro per cittadino. Lo Stato brasiliano, che per racimolarla ha dovuto ridurre altrove le spese, sostiene tuttavia di non aver toccato i servizi di base.

Risparmiati secondo il governo, dimenticati secondo i manifestanti, sarebbero in particolare i settori di istruzione e sanità. I prezzi, denuncia a più voci la piazza, sono in entrambi i casi aumentati. La qualità non ha invece tenuto il passo ed è restata carente. Un modo per fare cassa, dicono i manifestanti, che a spese di pazienti e contribuenti tradirebbe il disinteresse della politica per i servizi di base.

La disoccupazione resta contenuta, ma il salario minimo non supera in media l’equivalente di 244 euro e quello medio si attesta sui 454. E a fronte di una crescita che rallenta, l’inflazione resta elevata.

A sposare la causa di una classe media in difficoltà, sono intanto anche nuove e vecchie glorie del pallone. “I brasiliani non avranno i soldi per andare allo stadio – ha detto l’ormai deputato Romario -. Se sarà la loro Coppa del Mondo è solo perché sono loro a pagarne il conto”.