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La storia degli afro-americani in un museo

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La storia degli afro-americani in un museo

La storia degli afro-americani in un museo
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Dopo un secolo di dibattiti e di confronto/scontro fra varie idee e concetti, negli Stati uniti sta diventando realtà il primo Museo nazionale di storia e cultura afro-americana. Simbolico il luogo in cui sorgerà: il cuore della Washington politica, a due passi dalla Casa bianca.

Attraverso gli oltre 20mila reperti recuperati da varie istituzioni e spazi espositivi già esistenti, il museo metterà in luce la vita quotidiana e le più importanti realizzazioni dei leader della comunità in ogni epoca storica.

L’edificio, 7 piani, per oltre 35mila metri quadrati, fornirà un quadro completo dell’epopea degli afroamericani, dalla schiavitù al Proclama di emancipazione voluto da Lincoln, dal movimento per i diritti civili degli anni Sessanta, fino all’elezione di Barack Obama.

Il Dirttore Lonnie G. Bunch:

“Vogliamo mostrare che ci può essere una riconciliazione sulla questione della razza. Tutti gli abitanti di questo paese hanno cotribuito alla sua storia. Tutti noi siamo chiamati a plasmare il futuro della nazione.”

Nel 1862, in piena Guerra di secessione, il presidente Abraham Lincoln decretò l’emancipazione degli schiavi, fu il primo atto di un lungo processo che portò gli afroamericani ad ottenere lo stesso status di cittadinanza dei bianchi.

Momento fondamentale, il 1963. Dapprima la Marcia per i diritti civili, che, il 28 agosto, portò oltre 250mila persone a Washington, per ascoltare Martin Luther King.

Nello stesso anno il Presidente Kennedy ordinò alla guardia nazionale di costringere l’Università dell’Alabama ad ammettere i primi due studenti neri.

Il nostro corrispondente da Washington Stefan Grobe:

“Il museo racconta il viaggio compiuto dagli afro-americani. È la storia di una battaglia per la libertà. E ci dice molto su quello che sono davvero gli Stati uniti.”

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