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L'UA accusa la CPI di "caccia razziale"

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L'UA accusa la CPI di "caccia razziale"

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Il vertice dell’Unione Africana ha portato alla ribalta lo scontro con la Corte Penale Internazionale.

Il summit, che si è chiuso lunedì ad Addis Abeba, ha adottato una risoluzione che contesta il procedimento della CPI contro il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta e il suo vice William Ruto.

Il presidente in carica dell’Unione, il primo ministro etiope Hailemariam Desalegn, ha affermato: ‘‘Quello che la CPI sta facendo in Africa ha un difetto: l’intenzione era di evitare ogni tipo di impunità, malgoverno e crimini, ma ora il processo è degenerato in una sorta di caccia razziale’‘.

Il riferimento è al fatto che l’istituzione internazionale ha incriminato i leader di ben 8 Stati africani, Paesi che spesso rappresentano anche forti interessi occidentali.

Il primo ex capo di Stato africano consegnato alla Corte è stato l’ex presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo.

L’Unione Africana considera contraddittorio che l’Onu voglia che il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir sia giudicato dalla CPI, quando 3 dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza non hanno ratificato la creazione della Corte.