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L'impegno di Hezbollah al fianco di Bashar Al Assad

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L'impegno di Hezbollah al fianco di Bashar Al Assad

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Si allarga il contagio della guerra in Siria. Gli hezbollah libanesi,
lasciando da parte ogni ambiguità sul totale sostegno a Bashar Al Assad, hanno riconosciuto per la prima volta che proprie milizie sono schierate al fianco del regime di Damasco. Una scelta che Hassan Nasrallah, leader del movimento sciita libanese giustifica così: ‘‘Stiamo affrontando una fase interamente nuova, iniziata poche settimane fa. Una nuova fase per salvaguardare la resistenza e proteggere le sue retroguardie e salvaguardare il Libano proteggerendogli le spalle. Questa è la responsabilità di tutti noi”.

L’impegno militare di Hezbollah è stato immediatamente interpretato come una precisa richiesta dell’Iran, suo alleato nella regione e l’ex premier libanese Fuad Siniora non ha usato mezzi termini: “Questo non è un partito libanese. È un gruppo iraniano che lavora dall’interno del Libano. E nonostante tutte le accuse che Hezbollah sta cercando di diffondere tra i Libanesi – che sia un partito di resistenza – adesso abbiamo scoperto il suo vero volto”.

Per l’opposizione siriana l’intervento di Nasrallah non è altro che una dichiarazione di guerra contro il popolo siriano che non vuole più Bashar Al Assad: “Mostra anche – spiega Adib Shishakli, rappresentante della coalizione nazionale siriana – che il regime in Siria sta collassando ed ha bisogno di aiuti esterni e di interferenze da paesi amici”.

La scommessa di Hezbollah è rischiosa. Un centinaio di suoi combattenti sono già morti in Siria e, vista la violenza di questo conflitto, il numero delle sue vittime potrebbe aumentare.
L’impegno in Siria potrebbe appannare la reputazione del movimento sciita.