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Cannes, sezione Un certain regard al cambogiano "L'image manquante"

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Cannes, sezione Un certain regard al cambogiano "L'image manquante"

Cannes, sezione Un certain regard al cambogiano "L'image manquante"
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Va a “L’image manquante” (L’immagine mancante) del cambogiano Rithy Panh il primo preio della 66ma edizione del Festival di Cannes, quello dell’ambita sezione cinefila “Un certain regard”. La dedica è a un autore di un altro Paese dove la libertà è un miraggio, l’Iran:

“È la prima volta che la Cambogia prende un premio a Cannes. Penso che Jafar Panahi abbia molto lottato per questa libertà, di dire, di fare, di creare. Si può impedire a una persona di muoversi, di lavorare, ma non le si possono sottrarre immaginazione e pensiero”.

Il regista, come ha già fatto in passato, nelle pagine buie del suo Paese: la memoria e il dolore dei sopravvissuti al regime dei khmer rossi.

In alcune delle sequenze più toccanti del film, una voce narrante racconta del loro ingresso a Phnom Penh, nel 1975. Dell’orrore nel vedere giovanissimi soldati, in un silenzio irreale, evitare anche solo di guardare i “nemici” come chi racconta: allora solo un ragazzino di 13 anni.