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Borse in profondo rosso dopo le parole di Bernanke

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Borse in profondo rosso dopo le parole di Bernanke

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Dopo mesi di tempo sereno è una “tempesta perfetta” quella che colpisce i listini azionari di tutto il mondo.

Alla preoccupazione per le parole del presidente della Federal Reserve americana Bernanke, che non esclude una futura riduzione del programma di stimolo economico (l’acquisto di bond da 85 miliardi di dollari al mese), si aggiungono, come benzina sul fuoco, i dati in arrivo da Europa e Cina.

A maggio l’indice delle attività produttive di Pechino ha visto un calo improvviso, mentre i nuovi dati riferiti all’eurozona parlano di un’ulteriore contrazione economica nel secondo trimestre.

“L’andamento altalenante dei mercati dipende quasi al 100% dalla politica monetaria”, spiega Robert Halver, analista di Baader Bank.

“In America non sembrano sapere quello che vogliono: se pompare più liquidità o meno. I mercati sono nervosi – prosegue – il che significa che chi decide le politiche monetarie deve stare attento a quello che dice, perché sono loro a trainare tutto il resto”.

Dopo mesi di guadagni sulle borse, la piazza più volatile si è rivelata proprio quella che nei giorni scorsi aveva macinato i record maggiori: giovedì mattina Tokyo ha chiuso con un ribasso del 7,3%, dopo vendite a raffica di bond giapponesi e rendimenti in aumento.

Il Nikkei trascina con sè anche tutti i principali indici europei: a metà seduta Milano guida i ribassi con un rosso di circa due punti e mezzo percentuali. Male anche Francoforte e Parigi, sotto di più di due punti.