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Attacco di Londra, il racconto della donna che ha affrontato gli aggressori

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Attacco di Londra, il racconto della donna che ha affrontato gli aggressori

Attacco di Londra, il racconto della donna che ha affrontato gli aggressori
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Una Londra sotto shock scopre la sua nuova eroina. Ingrid Loyau-Kennett, capo scout, è intervenuta subito dopo l’uccisione del soldato Drummer Lee Rigby per calmare i due presunti assassini.

“Ho visto un uomo in strada, era ferito, e un’auto distrutta. Pensavo si trattasse di un incidente. Quando mi sono avvicinata al corpo c’era una signora e poi quel ragazzo, il più entusiasta dei due, mi ha intimato di non avvicinarmi al corpo – racconta la testimone – Gli ho risposto sì perché ho visto la pistola, il coltello da macellaio, quella specie di ascia che usano i macellai e tutto quel sangue sulle sue mani. Ho pensato “cosa diavolo è successo qui?”

“Ho parlato con lui – prosegue la Kennett – per più di cinque minuti e gli ho chiesto perché avesse compiuto quel tremendo omicidio, lui mi ha risposto di aver ucciso il ragazzo in quanto soldato britannico, responsabile della morte di donne e bambini musulmani. Ho chiesto all’uomo cosa avrebbe fatto all’arrivo della polizia e l’assassino mi ha detto che gli avrebbe sparato perché siamo in guerra. Ho cercato di calmare entrambi, per evitare che compissero atti inconsulti. Subito dopo è arrivata la polizia ed è iniziata la sparatoria”.

“ Non ho avuto paura, perché non ho avuto il tempo per pensare a me stessa: mi sono detta meglio io che un bambino – conclude Ingrid Loyau-Kennett – È stato importante parlare con lui e chiedergli cosa volesse”.