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Attentato al confine, la Turchia accusa Assad

Attentato al confine, la Turchia accusa Assad
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Sono state due auto cariche di esplosivo, piazzate davanti al municipio e all’ufficio postale, a provocare la strage avvenuta a Reyhanli, in Turchia. Il bilancio, provvisorio, è di circa cinquanta vittime e un centinaio di feriti. Il centro cittadino, dove al momento dell’attentato c’era la consueta folla di un normale sabato pomeriggio, si è trasformato in una zona di guerra con edifici sventrati e strade divelte. Questo il racconto di un uomo che ha perso due familiari:

“Due dei miei cugini sono morti, un altro è rimasto ferito gravemente ed ora è ricoverato. Stiamo aspettando qui i corpi dei nostri cugini”

La città della provincia di Hatay si trova a soli otto chilometri dal confine con la Siria. E il premier turco Erdogan non nasconde che l’attentato potrebbe essere collegato alla crisi siriana

“La provincia di Hatay è molto vicino al confine con la Siria. Ed è una zona di instabilità. Gli autori possono aver deciso simili misure per raggiungere i loro scopi provocando le sensibilità”

Secondo il ministro degli Interni turco i responsabili dell’attacco sarebbero già stati identificati grazie alle targhe delle loro auto e risulterebbero essere legati a organizzazioni che appoggiano il regime di Bashar Al Assad e che sostengono i suoi servizi di intelligence. Il governo di Ankara, che deve far fronte anche all’emergenza rifugiati, dall’inizio della guerra in Siria è schierato con i ribelli e da tempo chiede l’intervento della comunità internazionale per mettere fine al conflitto.