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Islanda: vittoria del centro-destra euroscettico

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Islanda: vittoria del centro-destra euroscettico

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A spoglio non ancora terminato, l’Islanda ha già la coalizione di governo: conservatori e centristi si sono subito detti pronti a stare insieme, e Bjarni Benediktsson, che guida il Partito dell’Indipendenza, ha già rivendicato il posto di Primo Ministro.
Sigmundur David Gunnlaugsson, leader del Partito del Progresso, centrista, agrario e moderatamente euro-scettico, ha confermato di voler entrare nel governo di Benediktsson. I due partiti erano già stati in coalizione in passato, prima di essere scalzati dalla sinistra che ora esce con le ossa rotte dallo scrutinio, a giudicare dalle ultime proiezioni: ventuno i seggi del Partito dell’Indipendenza, 18 vanno al Partito del Progresso, sui 63 totali del Parlamento.

Molto indietro la sinistra, che paga le politiche di rigore del premier uscente, Johanna Sigurdardottir, che non aveva nemmeno voluto saperne di ricandidarsi: la settantenne ormai ex premier ha seguito linee guida dettate dal Fondo Monetario Internazionale, in cambio di un prestito da 1,6 miliardi.

Entrambi i partiti conservatori si erano detti contrari alla candidatura dell’Islanda all’Unione europea, lanciata nel 2009 dalla Sigurdardottir. Una candidatura che probabilmente, quindi, non avrà seguito.