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Iran: la protesta del pistacchio

Iran: la protesta del pistacchio
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Sciopero del pistacchio in Iran. La protesta è montata gradualmente, in internet, aggirando i divieti di accesso ai social network.

Contro l’eccessivo rialzo dei prezzi del pistacchio, di cui l’Iran è il secondo produttore mondiale, la popolazione è stata invitata a boicottarlo. E in un momento in cui la tradizione impone che questo frutto non possa assolutamente mancare dalle tavole.

Sono infatti i giorni del Norouz, durante i quali l’Iran celebra il nuovo anno.

“È la prima volta in trenta anni che non abbiamo messo pistacchi sulla nostra tavola di Capodanno”, dice un iraniano, “Possiamo dire che stiamo facendo un boicottaggio”.

Il risultato sono interi quantitativi di pistacchio invenduto sulle bancarelle del Gran Bazar di Teheran.

L’Iran colpito da sanzioni internazionali per il suo piano nucleare, sta vivendo un’inflazione galoppante.

Il successo della protesta è un riflesso del montante malcontento nel Paese per un’economia in sofferenza. Le presidenziali sono vicine: a giugno dovrà essere eletto il successore di Mahmoud Ahmadinejad.

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