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Virtuopsia, la nuova frontiera della medicina legale

Virtuopsia, la nuova frontiera della medicina legale
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Al Dipartimento di Medicina Legale dell’ospedale di La Timone a Marsiglia, vengono condotte oltre 650 autopsie ogni anno. Sulla tavola operatoria, si trova in questo caso, il corpo di una donna morta impiccata. Per escludere un atto di violenza coniugale gli inquirenti hanno richiesto un esame del corpo.

“Il solco è incompleto, il nodo è nella parte anteriore destra, fare uno scanner sarebbe stato interessante” – suggeriscono i medici all’opera. Scanner, è questa la parola che circola più spesso tra gli addetti ai lavori. La diagnostica attraverso le immagini negli ultimi 3 anni ha acquisito rilevanza in medicina legale. Si chiama Virtuopsia.

A Marsiglia dove le morti violente, causate da armi da fuoco sono molto comuni, i medici ricorrono a questo strumento ogni settimana. “È un aiuto enorme, ci fa risparmiare tanto tempo – racconta il dottore Jaques Desfeux – certo questo non rimpiazza l’autopsia vera e propria in cui puoi davvero, ad esempio, recuperare il proiettile, ma per l’esame balistico resta uno strumento molto importante”.

Sviluppata in origine negli Stati Uniti, l’autopsia virtuale assolve a due funzioni nella diagnostica post mortem. Da una parte lo scanner permette di visualizzare la struttura ossea, dall’altra la risonanza magnetica mostra i tessuti, gli organi, anche se viene utilizzata più di rado. Di fatto ora le autopsie vengono condotte dai radiologi. L’immagine virtuale permette di guidare il lavoro del medico legale o anche di confermare il risultato degli esami condotti.

« Il foro d’entrata proprio sotto il condotto uditivo esterno a sinistra, e poi con un tocco di mouse, giro sul profilo destro per ritrovarmi nella medesima posizione anatomica, vediamo il condotto uditivo a destra e più indietro tutti i frammenti ossei corrispondenti al foro d’uscita”- si confrontano sui dati i medici impegnati nell’autopsia. Il corpo in questo caso è quello di un uomo ucciso da colpi di arma da fuoco e poi bruciato. L’esame può essere condotto nel dettaglio: dal tipo di proiettile utilizzato, al tessuto utilizzato per sollevarlo.

Guillame Gorincou, medico:
“Facciamo uno scanner del corpo dalla testa ai piedi, con una precisione millimetrica, in termini di misurazione della struttura e una volta fatta questa misurazione serve sempre. Possiamo anche inviarla ad altri colleghi per un riscontro. Abbiamo un archivio che permette anche tra dieci anni, se il caso viene riaperto, di accedere alle rilevazioni come se il fatto fosse appena avvenuto, senza alcuna perdita di dati, senza modifiche”.

Non solo a Marsiglia viene praticata l’autospia virtuale, accade ad esempio al Centro ospedaliero universitario di Voudois a Losanna in Svizzera. Il dottor Rouleau è specializzata nell’autospia dei neonati deceduti subito dopo il parto. La risonanza magnetica in particolare le permette di limitare l’invasività dell’intervento per restituire il corpo ai familiari, nel più breve tempo possibile. “Con la diagnostica per immagini non possiamo calcolare il peso – racconta la dottoressa Rouleau – ma ci sono altri mezzi che permettono di calcolare il volume e partendo dal volume possiamo dedurre il peso. Così non abbiamo più bisogno di estrarre gli organi, possiamo lasciarli nel corpo avendo di fatto le stesse informazioni”

Rispetto del corpo, dei familiari e in molti casi delle credenze religiose, l’autopsia virtuale rappresenta un concreto passo avanti nell’analisi medica. Una tecnologia utile a riconoscere ma anche ad evitare le complicazioni che hanno causato il decesso neonatale.

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