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Il gas di In Amenas, gioiello della Corona d'Algeria

Il gas di In Amenas, gioiello della Corona d'Algeria
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Non è un caso che il sito di In Amenas sia finito nel mirino dei jihadisti, difeso armi in pugno dal governo algerino.

Gas e petrolio rappresentano il 45 per cento del Pil, più di due terzi del budget del paese.

E il 18 per cento del gas esportato viene da questo impianto, che vale tre miliardi di euro l’anno.

“Attaccare In Amenas, significa attaccare il gas, gioiello della corona d’Algeria e quindi lo Stato algerino e la società pubblica Sonatrach”, commenta l’analista Francis Perrin, “È evidentemente una sfida allo Stato, che ha risposto in maniera molto forte”.

Centinaia di lavoratori delle compagnie petrolifere internazionali hanno già lasciato il paese dopo l’attacco. Altri saranno evacuati a breve:

“Stiamo iniziando”, afferma Peter Mather, vicepresidente BP per l’Europa, “una graduale e programmata riduzione della forza lavoro non essenziale, in via temporanea, facendola uscire dal paese”.

Dietro al sequestro del campo petrolifero, ci sarebbe la mente di Mokhtar Belmokhtar, terrorista dai mille nomi che da vent’anni sfugge a ogni arresto.

Legato ad al-Qaeda, il suo territorio è il Sahel, nel sud dell’Algeria, a nord del Mali.