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Contro la crisi i greci tornano al caminetto. Ed è allarme inquinamento

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Contro la crisi i greci tornano al caminetto. Ed è allarme inquinamento

Contro la crisi i greci tornano al caminetto. Ed è allarme inquinamento
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La crisi morde, l’austerity stringe e per un perverso gioco di effetti a cascata, Atene si trova a pagarne il prezzo nella forma di una grigia cappa di fumo.

Indiziato numero uno è il legno con cui i cittadini della capitale greca sono tornati a scaldarsi per sfuggire al rincaro delle bollette.

Paradossale causa scatenante del ritorno in massa al caminetto è l’equiparazione delle tariffe a quelle del gasolio per le auto, con cui il governo ha di recente provato a scoraggiare l’uso improprio di quello per le caldaie.

“Fino a poco fa – spiega un commerciante di legname nel nord di Atene – in questa zona eravamo in tre o quattro a gestire un’attività del genere. Ora siamo una ventina e i clienti non mancano per nessuno. La politica è comunque quella di tenere bassi i prezzi, per provare a tenerceli stretti”.

Se nel settore ci si frega le mani per affari d’oro e antidoto alla disoccupazione, la comunità scientifica lancia invece l’allarme: l’alta concentrazione di fumi derivati dalla combustione del legno potrebbe causare problemi respiratori su larga scala.