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La Palestina attende responso del Palazzo di vetro

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La Palestina attende responso del Palazzo di vetro

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Conto alla rovescia al palazzo di vetro a New York. L’Assemblea generale delle Nazioni unite si prepara al voto sul riconoscimento della Palestina come Stato osservatore non membro.
Si tratta di un voto simbolico e la risoluzione sarà quasi sicuramente approvata dalla maggioranza dei 193 membri. Stati Uniti e Israele si oppongono, ma due terzi dei Paesi membri dell’Onu hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina.
Per Ramallah il riconoscimento comporterà una serie di conseguenze. Occupare il territorio di un altro stato riconosciuto dall’Onu ha conseguenze internazionali con cui Israele dovrà fare i conti.
Da parte sua il premier israeliano Netanhiahu rinfaccia ai palestinesi di non riconoscere Tel Aviv, condizione imprescindibile per che non appare in nessun documento portato avanti l’assemblea generale dell’onu.
Quando i palestinesi parlano di occupazione si riferiscono soprattutto alle colonie. Possedimenti già considerati illegali da innumerevoli risoluzioni delle Nazioni Unite. Israele ogni tanto blocca nuovi insediamenti, ma quelli già esistenti continuano a crescere.
I coloni israeliani sono ovviamente fra i primi a criticare le Nazioni Unite. Per loro questo sarà il giorno che conclude il processo di pace.
Il voto positivo dell’assemblea generale era l’unico modo per evitare i veti incrociati che ad esempio si possono avere nel consiglio di sicurezza, ma soprattutto permetterà alla palestina di trascinare Israele davanti alla corte penale internazionale sia per le colonie che per gli attacchi militari contro Gaza. Un fatto che Tel Aviv vorrebbe assolutamente evitare.