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Questa la campagna elettorale più costosta nella storia americana

Questa la campagna elettorale più costosta nella storia americana
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Presentando i documenti per l’identificazione e facendosi aiutare dagli addetti al seggio: così, come un normale cittadino, Barack Obama ha votato giovedì nella sua Chicago, quando mancano oltre 10 giorni all’election day.

Primo Presidente ad esprimersi con il voto elettronico, Obama ha incoraggiato i suoi sostenitori ad imitarlo sfruttando lo scrutinio anticipato.

D’altronde nel 2008 la sua elezione aveva segnato un record di affluenza, con il 65% di votanti in un Paese in cui la partecipazione è tendenzialmente ben più bassa.

E per tener testa a quel risultato, la first lady non ha esitato ad esibirsi nel talk show di Jimmy Kimmel, facendo finta di svegliare il noto presentatore con un megafono per “ricordargli” di andare a votare.

Se quattro anni fa il record è stata l’affluenza, l’attuale campagna elettorale registra un altro primato: quello dei finanziamenti, che hanno sfondato quota 2 milardi, facendone la competizione più costosa nella storia degli Stati Uniti.

Oltre un miliardo i fondi raccolti dal Presidente uscente, finanziato soprattutto dai piccoli donatori: il 55% degli assegni staccati per lui è di un valore inferiore ai 200 dollari.

Lo sfidante Mitt Romney ha incassato invece 954 milioni, provenienti soprattutto da Wall Street e da grandi investitori. I repubblicani, poi, hanno raddoppiato gli sforzi per questi ultimi giorni di campagna, raccogliendo oltre 100 milioni nel solo mese di ottobre.

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