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Libia: famiglie in fuga da Bani Walid dopo le violenze

Libia: famiglie in fuga da Bani Walid dopo le violenze
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La ferita aperta della Libia continua a sanguinare, con almeno 22 morti e 200 persone ferite negli scontri avvenuti nella città di Bani Walid.

L’attacco, a conclusione di diversi giorni di bombardamenti sulla città, è stato portato a termine da gruppi armati filo-governativi ed operanti con l’avallo del Ministero della Difesa libico.

“Ci sono stati morti, case distrutte, l’interruzione della fornitura dell’elettricità” dice un testimone. “La situazione è disperata. Le famiglie scappano, primo segno di quanto sia pericoloso restare a Bani Walid”.

Bani Walid è la città simbolo del vecchio regime, bastione delle milizie fedeli a Muhammar Gheddafi, 150 chilometri a Sud-Est di Tripoli. Bani Walid sarebbe stata attaccata da militanti provenienti in primo luogo da Misurata.

Nella capitale Tripoli una folla di circa 500 persone ha tentato di fare irruzione domenica nella sede del Parlamento per chiedere la fine delle violenze a Bani Walid.

Dietro la contrapposizione tra Misurata e Bani Walid c‘è il sequestro e la morte di Omran Chaban, il miliante della ribellione che scovò Gheddafi in un rifugio di Sirte. Morì dopo due mesi di carcere a Bani Walid.

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