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Paesi Bassi alle urne sullo sfondo dell'eurocrisi

Paesi Bassi alle urne sullo sfondo dell'eurocrisi
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Mercoledì di voto per i Paesi Bassi che scelgono il nuovo governo.

Favoriti nei sondaggi i pro-euro, il socialdemocratico Diederik Samsom, testa a testa con il primo ministro liberale uscente, Mark Rutte.

L’anti-europeismo non sembra invece aver giovato ai socialisti di Emile Roemer: primi a inizio campagna, solo terzi alla vigilia del voto.

In calo anche l’estrema destra di Geert Wilders, che ha fatto cadere il governo per divergenze sull’austerità e sostiene apertamente un’uscita olandese dall’unione.

Frans van der Meer ripara biciclette ad Amsterdam, sbarca male il lunario e non vuole pagare, dice, il prezzo della crisi: “È a Bruxelles che tirano tutti i fili. Governano sugli altri paesi, integrando sempre più membri. Ma almeno la metà di questi è in bancarotta! E noi dobbiamo lavorare ancora più duramente per queste persone che non sono all’altezza. In fin dei conti, tutto il denaro viene da quelli che lavorano!”

Difficile che i partiti contrari all’euro entrino nel futuro esecutivo. Tuttavia avranno il loro peso nella politica olandese, dopo questa campagna ritmata dall’ostilità verso Bruxelles.

“Anche se i partiti di centro sono risaliti nei sondaggi in questi ultimi giorni”, commenta da Amsterdam Olaf Brun di euronews, “gli euroscettici, socialisti ed estrema destra, dovrebbero ottenere tra un quarto e un terzo dei seggi in parlamento. Ed esprimono una rabbia verso l’Unione europea che nessun futuro governo potrà ignorare”.

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