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Afghanistan. Fucilata una donna accusata di adulterio

Afghanistan. Fucilata una donna accusata di adulterio
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Esecuzione sommaria di una donna ritenuta colpevole di adulterio. È accaduto in Afghanistan, nel villaggio di Qimchok, a pochi km da Kabul, segno che il peso dei taleban sta di nuovo premendo sulla capitale. La donna è stata torturata e poi fucilata, un omicidio che ha provocato l’esultanza dei presenti, tutti uomini col turbante. Il video dell’esecuzione è stato poi postato su internet.

“Sono dei bruti, delle bestie feroci – commenta il governatore della provincia di Parwan Abdul Basir Salangi- uccidono un essere umano. È chiaro che sono dei fuori legge che devono essere assicurati alla giustizia. A parte i tribunali e il presidente nessun altro ha il diritto di fare una cosa del genere. Indipendentemente dalla colpevolezza. E questa donna non era colpevole”.

Belle parole al vento, secondo Fawzia Koofi, parlamentare ed ex candidata alla presidenza dell’Afghanistan, oggi impegnata nella difesa delle donne del proprio paese:

“È molto scioccante. Non ci dovrebbe essere alcuna tolleranza per chi agisce così, ma neanche per il governo che lascia fare. Dovrebbero impegnarsi più seriamente. Dovremmo fare qualcosa, come donne, e in primo luogo come essere umani”.

Della vittima si sa solo che aveva avuto una relazione con un capo taleban ed era stata violentata da un altro capo. Per riconciliarsi e disinnescare una disputa che avrebbe potuto spaccare la comunità, i due avrebbero deciso di farla fuori.

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