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Il G20 guarda al vertice europeo di fine mese

Il G20 guarda al vertice europeo di fine mese
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Malgrado le differenze e le distanze, al G20 che si è concluso ieri in Messico, tutti si sono detti d’accordo sul fatto che bisogna difendere crescita e lavoro per rilanciare l’economia mondiale. Gli stati membri che fanno parte della zona euro hanno ribadito invece il proprio impegno a difendere la moneta unica dagli attacchi dei mercati.

Posizione quest’ultima molto apprezzata da Washinghton, preoccupata dal rischio contagio che puô mettere in pericolo la crescita globale, a qualche mese dalle presidenziali americane.

“I nostri amici in Europa hanno capito la gravità della situazione e si stanno muovendo con estrema urgenza”, così Barack Obama.

D’oltreatlantico arriva l’invito perché si varino nel più breve tempo possibile misure in grado di sostenere il sistema finanziario europeo e che permettano a paesi che stanno affrontando le riforme, come Spagna e Italia, di prendere prestiti a bassi tassi d’interesse.

Washington attende con trepidazione il summit europeo di fine mese, in cui i 27 dovrebbero mettere nero su bianco un piano d’azione per contenere la crisi e che potrebbe trovare perno nell’ipotesi del premier italiano Mario Monti, che propone di usare il fondo salva stati anche per comprare titoli di stato e abbassare gli spread.

Questo venerdì, nel vertice convocato a Roma proprio da Monti, i leader di Francia, Germania e Spagna cominceranno a gettere le basi di una road map che possa annunciare la svolta.

Il presidente francese François Hollande:

“Ci siamo fissati tre obiettivi di cui discuteremo a fine mese al vertice europeo, crescita, stabilità finanziaria e responsabilità finanziaria”.

Il pressing d’Oltreatlantico mira a piegare a più miti consigli una recalcitrante Angele Merkel, che sotto l’egida del rigorismo tedesco, non aiuta la ripresa, al punto da minacciare l’economia statunitense.

Chiede più Europa, Merkel, e una maggior cooperazione.

Parigi e Roma, favorevoli a misure che possano dare nuovo slancio alla crescita, dovranno sicuramente fare concessioni a Berlino accettando la sua proposta di una maggiore integrazione politica.

In cambio, soprattutto la nuova Francia di Hollande spera di riuscire a arrivare in tempi brevi a una centralizzazione delle banche sotto il controllo della Bce e all’emissione di euro-bond.