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Spostarsi con il pensiero. Così il cervello batte l'handicap

Spostarsi con il pensiero. Così il cervello batte l'handicap
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La forza del pensiero per superare l’handicap. In un casco di elettrodi che capta e decodifica le onde cerebrali, la speranza di restituire la mobilità.

A muovere i primi passi è per ora soltanto un robot, ma i test conditti dal Politecnico di Losanna su un uomo parzialmente paralizzato autorizzano l’ottimismo.L’esperienza, racconta, è fisicamente stancante e richiede molta concentrazione.

Basta infatti una minima interferenza sonora o ambientale, perché le onde cerebrali destinate a inviare l’impulso motorio al computer arrivino distorte o falsate.

Condotta a distanza fra Losanna e l’ospedale dove il paziente era ricoverato, la dimostrazione svizzera segue simili esperimenti tedeschi e statunitensi.

Allora nel movimento dei piedi, l’impulso in grado di imprimere il movimento a un oggetto virtuale può ora essere inviato con il semplice pensiero.

Progressi, che sempre cavalcando le onde cerebrali, mirano tra i prossimi traguardi anche a un recupero della sensibilità. E che pure senza ancora spostare montagne, sono intanto gia in grado di teleguidare con il pensiero una sedia a rotelle.