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"Trasporti insufficienti". Londra si arrende al traffico da Olimpiadi

"Trasporti insufficienti". Londra si arrende al traffico da Olimpiadi
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In bicicletta o al massimo a piedi. Gli appassionati si rassegnino e comincino anche loro gli allenamenti in vista delle Olimpiadi.

A poco più di tre mesi dal via, l’allarme arriva dagli stessi organizzatori, che alle prese con il rebus del traffico londinese, sembrano ormai alzare le braccia e sposare l’amara constatazione dei tassisti al servizio di Sua Maestà.

Già da tempo in prima linea nel denunciare i possibili disagi, molti di loro prevedono ingorghi inestricabili e lamentano la scelta di chiudere al traffico alcune fra le principali arterie della città.

Dalla stazione di Stratford al villaggio olimpico in 7 minuti netti è quanto promette un collegamento ferroviario ribattezzato “il giavellotto”. Strizzatina d’occhio alle discipline olimpiche a cui gli organizzatori hanno dovuto affiancare l’esercizio, tutto nuovo, di quella dell’autocritica. “I mezzi pubblici – riconosce il responsabile dei trasporti Mark Evers – non saranno sempre all’altezza della domanda”.

Le sale operative per il controllo del traffico mettono intanto in guardia: fra deviazioni e corsie riservate a staff ed atleti, la soluzione non sarà certo nell’auto.

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