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Cina. Lo yuan al punto di equilibrio

Cina. Lo yuan al punto di equilibrio
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La Cina rallenta la sua crescita per controllare l’inflazione e destinare risorse alla società. La previsione passa dall’8 al 7,5% annuo. Lo ha detto il presidente Hu Jintao alla chiusura dell’annuale Assemblea nazionale del Popolo che segna l’inizio dell’ultimo anno di regno per Hu e per il premier Wen Jiabao, la coppia che nell’ultimo decennio ha dettato le linee guida del miracolo cinese:

“Il tasso di cambio del renminbi potrebbe aver raggiunto un punto di equilibrio – ha detto Wen -Continueremo a spingere in avanti la riforma nella direzione di una maggiore elasticità dei cambi.”

Sembra un timido gesto alle economie occidentali vicine all’asfissia, se paragonate a quella cinese. Soprattutto quella americana. Washington da tempo chiedeva un apprezzamento dello yuan.

Secondo Wen, dopo gli anni della crescita sfrenata, il processo delle riforme economiche è arrivato a un momento cruciale e deve essere ora accompagnato da riforme politiche per evitare il disastro sociale che caratterizzò la fine dell’epoca Mao. È il cantiere che attende il probabile successore di Hu, Xi Jin Ping.