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Cervello più piccolo nei soggetti depressi

Cervello più piccolo nei soggetti depressi
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Fino ad un decennio fa il cervello era considerato un organo stabile.

Le ricerche degli ultimi anni hanno invece dimostrato la sua plasticità in presenza di determinate patologie.

In Gran Bretagna gli scienziati stanno studiando in particolare come la depressione produca una riduzione del volume cerebrale, nelle aree del lobo frontale, responsabile della pianificazione, dei gangli della base che influenzano il movimento e dell’ippocampo, indispensabile per la fissazione della memoria.

La riduzione del volume del cervello consente alla medicina di identificare più facilmente un soggetto depresso con gli esami di risonanza magnetica.

Una scoperta preziosa per combattere quello che viene definito il male del secolo.