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"Errore umano". I marinai del Giglio non hanno dubbi

"Errore umano". I marinai del Giglio non hanno dubbi
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Un errore umano, camuffato da incidente. Sui quotidiani non c‘è solo il parallelo con l’affondamento del Titanic, ma anche i primi elementi che contraddicono la versione del capitano della nave, Francesco Schettino, da ieri agli arresti.

Secondo la procura di Livorno la Concordia era vicino alla costa al momento dell’incidente, e le indagini puntano ad accertare se stesse attuando la manovra dell’“inchino”, che consiste nel passare vicino a un porto mettendo in azione le sirene. Una pratica che secondo diversi testimoni non era rara all’altezza dell’isola del Giglio.

Proprio gli isolani, molti dei quali ex marinai, sollevano seri dubbi sulla correttezza delle manovre della nave e del suo comandante.

“Nel 2012, con tutte le tecnologie disponibili su quella nave, cose del genere non dovrebbero accadere. Io ho lavorato sul mare, so cosa dico. I conti non tornano. E il capitano si è messo nei pasticci”.

Secondo me, anche per aver parlato con amici comandanti, si è trattato di errore umano. E’ passata troppo vicino alle coste dell’isola, avrebbe dovuto essere molto piu lontana dal litorale”.

E mentre i superstiti tornano a casa, si completa il quadro delle testimonianze. A Marsiglia parla una passeggera, figlia di una delle vittime, e commenta le notizie appena ricevute.

“Ed è una cattiva notizia, il corpo di mio padre è stato ritrovato, almeno torneremo a casa insieme. Sono amareggiata e arrabbiata per il modo in cui sono andate le cose. C’erano pochi giubbotti di salvataggio, non c’erano scialuppe sufficienti. Poi hanno visto gli addetti alla sicurezza con il giubbotto giallo scappare per primi, e quando si vedono scene del genere si ha ancora più paura.Mio padre ha anche lasciato passare avanti verso le scialuppe le donne e i bambini, e lui non ce l’ha fatta”.

Saranno le inchieste delle autorità ad accertare i buchi nel sistema di soccorso della grossa imbarcazione.

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