Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.
ULTIM'ORA

Inaugurata la sala Sakharov al Parlamento europeo

Inaugurata la sala Sakharov al Parlamento europeo
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

Il presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek ha inaugurato a Bruxelles la sala Sakharov come luogo di dibattito dei diritti umani. Quest’anno il Premio Sakharov del Parlamento europeo è stato attribuito a cinque attivisti della Primavera Araba.

Salima Ghezali, giornalista algerina, è stata premiata nel ’97: “La democrazia non esiste attualmente nei paesi arabi. Ma nel mondo arabo si lotta da molto tempo per la democrazia, solo recentemente si fa attenzione a questa battaglia”

Alla cerimonia ha seguito una conferenza sui diritti umani. I premiati delle scorse edizioni hanno discusso in particolare del ruolo di Internet e dei nuovi media.

Wei Jingsheng, è un dissidente cinese, premiato nel ’96: “Penso che tra tutte le libertà e i diritti fondamentali, la libertà di espressione sia quella piu’ importante. E questo è quello per cui il popolo cinese ha lottato, perchè vuole esprimersi, in qualsiasi modo in particolare via Internet.

Ma è proprio Internet il media che il governo cinese sta piu’ severamente controllando. “

Il premio Sakharov viene attribuito ogni anno dal Parlamento europeo alla personalità che piu’ si è distinta nella difesa dei diritti umani. E’ una sorta di Premio Nobel per la Pace all’europea.

Aiuta i vincitori a far conoscere maggiormente la loro battaglia, come spiega Reyes Castanon, rappresentante delle Damas de Blanco, attiviste cubane: “Il premio Sakharov ha sensibilizzato l’Europa alla lotta delle “signore in bianco”, le Damas de Blanco. In seguito la gente ha voluto conoscere la nostra azione. La gente è venuta a vederci, alcuni un po’ come fosse uno spettacolo, altri per mostrarci la loro solidarietà. Mi ricordo una volta eravamo in un parco chiedendo la libertà di un prigioniero politico molto malato. E la gente ci passava vicino facendoci segni di incoraggiamento”

I vincitori di quest’anno, tunisini, egiziani, libici e siriani, saranno ufficialmente premiati il 14 dicembre a Strasburgo.