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90 anni di Partito Comunista. La Cina guarda al passato

90 anni di Partito Comunista. La Cina guarda al passato
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La Cina celebra oggi i 90 anni del suo Partito comunista: sempre più vetusto e scricchiolante pilastro di un apparato statale, costruito nei decenni intorno alla struttura politica, fondata da Mao Tse Tung e un altro zoccolo duro d’intellettuali nel lontano luglio del 1921 a Shanghai.

L’epopea dell’ascesa al potere, arrivata nel 1949 col successo sui nazionalisti del Kuomintang, rivive oggi in dubbie ricostruzioni ad uso e consumo del mito. Epicentro è Yan’an: capolinea della Lunga Marcia e per anni roccaforte del Partito, di cui ancora si celebra la resistenza alle forze “controrivoluzionarie”.

Meta di pellegrinaggi è anche la casa abitata da Mao fra il 1937 e il 1938 . Situata ai piedi del Monte della Fenice, nella parte settentrionale della città, è oggi una tappa immancabile del turismo celebrativo.

Nelle medaglie sulla divisa di Mao Guanrong, la sua storia di veterano: coetaneo del Partito Comunista Cinese e a suo tempo in trincea per difenderlo, ha da allora visto il mondo cambiare.

“Certo – racconta -, se penso ai tempi duri di allora e alle comodità che abbiamo oggi, non posso non dirmi contento. Guardate me, per esempio: nonostante tutte le privazioni e le battaglie della mia gioventù, a 90 anni sono ancora in ottima forma”.

A portare il peso degli anni è invece il Partito. Risposta a crescenti critiche e isolamento sul piano internazionale, è sempre più l’ostentazione di un massiccio reclutamento. Un inquadramento quasi militare fin dalla giovanissima età, che stando alle cifre ufficiali ne avrebbe raddoppiati i ranghi dall’epoca delle riforme, avviata negli anni ’70.

La cifra di 80 milioni di membri vantata alla fine 2010 va però ponderata con l’autostrada per privilegi e impieghi che ancora oggi apre l’adesione al Partito: accesso preferenziale a un benessere di cui la Cina fa mostra nelle sue grandi città, ma che nonostante il recente balzo al rango di seconda potenza economica mondiale, è ancora un miraggio per buona parte del suo miliardo e 300 milioni di abitanti.

Povertà, sperequazioni e chiusura degli spazi della libertà, i sintomi del cancro che secondo gli esperti starebbero tagliando le gambe al Partito Comunista Cinese. Colosso d’argilla a cui c‘è chi oggi non pronostica più di altri 10 anni di vita.