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Proteste del venerdì in Siria, una quindicina di morti

Proteste del venerdì in Siria, una quindicina di morti
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“Dite al mondo che Assad non è il nostro presidente”: era uno degli slogan nelle manifestazioni del venerdì siriano, anche oggi duramente represse dalla polizia e dall’esercito. Sarebbero una quindicina i morti, secondo fonti dell’opposizione. Le vittime si sono registrate in alcuni sobborghi di Damasco, a Homs e a Latakia, ma imponenti manifestazioni si erano tenute anche in altre città. L’agenzia di stampa ufficiale conferma tre morti, che attribuisce a bande armate. I banditi avrebbero anche ferito un ufficiale della sicurezza, alla periferia della capitale. E proprio a Damasco è schierata la prima divisione dell’esercito: vi si registrerebbe una spaccatura, secondo fonti dell’opposizione smentite da quelle ufficiali.

Lontano da Damasco, a Bruxelles, entravano in vigore le nuove sanzioni contro la Siria. Sanzioni che colpiscono anche tre ufficiali iraniani, colpiti da bando dei visti e congelamento dei beni perché avrebbero fornito equipaggiamenti e sostegno al regime siriano per reprimere le proteste.