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E. Coli, coltivatori tedeschi ancora piegati dalla crisi

E. Coli, coltivatori tedeschi ancora piegati dalla crisi
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Sebbene pomodori, lattuga e cetrioli siano ormai stati scagionati nella caccia al famigerato batterio che ha fatto 38 morti in Europa, per i coltivatori tedeschi il peggio non è ancora passato. Le perdite sono state rilevanti e i consumi stentano a tornare ai livelli precedenti la crisi.

Andrej Becker, coltivatore: “Qui non c‘è un tasto da premere per interrompere il naturale processo di maturazione. Non si può dire basta, non si vende, ci rivediamo tra due settimane. Non è così che funziona: i pomodori non aspettano. Se non li raccogli marciscono”.

I coltivatori tedeschi accusano le autorità sanitarie di aver messo all’indice gli ortaggi freschi senza prove. E giudicano insufficiente il pacchetto da 210 milioni di euro con cui Bruxelles vorrebbe indennizzare i produttori europei.

Dello stesso avviso il deputato Johannes Singhammer, secondo il quale, senza compensazioni adeguate, le colture di pomodori e cetrioli sono condannate.

Il problema è che i magazzini sono pieni di ortaggi troppo maturi e ormai invendibili, quindi destinati a essere scartati. La crisi, insomma, continua a lasciare il segno.