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L'angoscia di Israele

L'angoscia di Israele
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Israele segue con ansia il dilagare della protesta che infiamma l’ Egitto. Il governo del Cairo è da sempre considerato alleato strategico in Medio Oriente. Per questo il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe invitato le cancellerie europee e la Casa Bianca a limitare le critiche al presidente egiziano Hosni Mubarak investito dalla tempesta….

Benyamin Netanyahu, premier israeliano:

“ Vi ricordo che la pace fra Israele e Egitto regge da oltre 30 anni e nostro obiettivo è che tali relazioni continuino ad esistere.”

Dall’inizio della rivolta in Egitto Israele vive nell’angoscia. La si legge nella stampa quotidiana nazionale come sulla testata Haaretz che ieri titolava : “Un nuovo medio oriente”, facendo allusione al crescente pericolo.

L’Egitto, tra i paesi arabi piu’ popolosi, era stato il primo a firmare la pace con Israele nel 1979 mettendo fine alle ostilità. La Giordania ne ha seguito l’esempio solo nel 1994, dopo gli accordi di Oslo. Ma Israele non è riuscita a stabilie la pace col resto del vicinato arabo.

Gli sforzi di Oslo si sono arenati sullo scontro irrisolto fra israeliani e palestinesi, nonostante il ruolo d’intermediario che l’Egitto svolge senza sosta per spegnere ogni principio d’incendio soprattutto dopo l’arrivo al potere a Gaza di Hamas, nel 2006. Israele fino ad ora ha riposto tutte le speranze di mediazione nel governo del Cairo.

Il timore è quello di vedere sostituito il governo Mubarak con forze politiche piu’ integraliste, i Fratelli Musulmani. Questa storica organizzazione ha ispirato numerosi gruppi islamici che in diverse parti del mondo vedono soltanto nella forza dell’Islam e nell’applicazione della sua legge l’unica soluzione alle controversie.

In questo contesto la nomina di Omar Suleiman come vice presidente d’Egitto apre qualche speranza. Ex capo dei servizi segreti egiziani Suleiman è consciuto in Israele dove si è recato spesso in visita, soprattutto per la coperazione contro Hamas. Se sostituisse Mubarak la continuità al potere sarebbe assicurata come sostengono fonti diplomatiche….

Eli Shaked, ex ambasciatore d’Israele in Egitto:

“Se questo si avverasse, e cioè un controllo del paese da parte dei generali, non vedrei alcun cambiamento nelle relazioni fra Israele ed Egitto. I generali che hanno collaborato con Mubarak si sono impegnati per la pace e nelle relazioni con gli Stati Uniti e l’Occidente. La vera questione è cosa avverrà dopo le elezioni? Chi andrà al potere?”

Difficile prevedere cosa uscirà da questa sommossa in Egitto. L’ignoto fa paura. Mentre in Libano cresce il potere degli Hezbollah e le relazioni con l’alleato turco sono peggiorate, Israele teme un isolamento ancora piu’ grave.