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Haiti un anno dopo, la vita in bidonville

Haiti un anno dopo, la vita in bidonville
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Lo spiazzo antistante il vecchio palazzo presidenziale di Port-au-Prince, di cui restano le macerie, è trasformato in un campo per gli sfollati: 40.000 persone almeno tra quante ancora non hanno un tetto sotto cui dormire.

Quelle di Haiti sono commemorazioni che si mescolano alle polemiche e alle proteste di una popolazione allo stremo delle forze.

“Siamo qui e non sappiamo se e quando ce ne andremo. Il governo non l’abbiamo mai visto” dice un rifugiato.

Sono stati in migliaia a radunarsi per le strade di Port-au-Prince per gridare la propria disperazione e criticare governo e istituzioni.

Secondo le stime di Ong e gruppi umanitari appena il 5% delle macerie del sisma è stato finora rimosso; 20 milioni di metri cubi di detriti sono accatastati nella sola capitale. In tutta l’isola dopo il terremoto si sono accumulate macerie equivalenti a 10 volte quelle rimosse a New York dopo l’11 settembre.

Per ora la popolazione attende e prega. Migliaia di persone si sono riunite per l’anniversario all’esterno della vecchia cattedrale di Port-au-Prince.