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Israele. Progressi contro l'incendio grazie anche agli aiuti esteri

Israele. Progressi contro l'incendio grazie anche agli aiuti esteri
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In Israele continua la lotta contro l’incendio scoppiato giovedì, vicino ad Haifa e il cui bilancio è di una quarantina di morti.
 
Ieri sono stati arrestati due adolescenti della comunità drusa, accusati di aver provocato il disastro per negligenza, lasciando incustodito il falò che avevano acceso. I due si dichiarano innocenti e i drusi parlano di facile capro espiatorio.
 
Mentre infuria la polemica sull’impreparazione mostrata dalla protezione civile locale, il premier Benjamin Netanyahu ha ringraziato i paesi che hanno inviato aiuti, giustificando le lacune dei soccorsi israeliani:
“Incendi forestali così vasti necessitano di tecnologie particolari e possono essere affrontati con la cooperazione internazionale. Aiutare ed essere aiutati sono elementi di un’unica equazione. Nel villaggio globale è quello che fanno tutti i paesi”.
 
Ieri sono arrivati mezzi aerei di soccorso provenienti dagli Stati Uniti. Circa trenta paesi, fra cui l’Italia, partecipano allo sforzo per contenere le fiamme che hanno già distrutto oltre 4mila ettari di bosco nella riserva naturale del Monte Carmelo.

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