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Altro muro per Israele, stavolta con l'Egitto

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Altro muro per Israele, stavolta con l'Egitto

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Contro terroristi, immigrati e traffico di droga. Queste le ragioni che hanno spinto Israele a lanciare la costruzione di un ennesimo muro.

Il cantiere, stavolta, si apre alla frontiera con l’Egitto. Tempo previsto per la realizzazione, 18 mesi. Costo, almeno 270 milioni di euro.

Dopo la barriera con la Cisgiordania, ora 240 chilometri di cemento si stenderanno anche dal Mar Rosso alla striscia di Gaza.

Israele parla di pericolo demografico, con un flusso di clandestini triplicato in un anno.

“La barriera a sud”, ha detto Marc Regev, portavoce del governo israeliano, “serve a proteggere Israele dal contrabbando di droga e dall’immigrazione clandestina”.

E sarebbero 2 milioni e mezzo gli africani pronti a varcare la frontiera che ora sarà protetta.

L’Egitto non ha nulla in contrario. Le critiche semmai sono interne: con muri ovunque, dicono i media israeliani, rischiamo l’isolamento, circondati da un oceano di nemici.