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"Suicidato dalla polizia". Dubbi in Bielorussia sulla morte di un giornalista

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"Suicidato dalla polizia". Dubbi in Bielorussia sulla morte di un giornalista

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Il presunto suicidio di un giornalista d’opposizione riaccende dubbi e interrogativo sulla libertà d’espressione in Bielorussia.

In circa 200 hanno reso a Minsk l’ultimo omaggio a Olag Bebenine, trentaseienne ex direttore di uno dei siti internet più critici del presidente in carica Alexandre Lukashenko, trovato venerdì impiccato nella sua dacia.

“Era un vero professionista e una persona molto affidabile – racconta al funerale la giornalista Natalia Radina -. Non avrebbe mai lasciato bambini, famiglia e colleghi. Soprattutto alla vigilia delle elezioni presidenziali. Per questo non credo affatto alla tesi del suicidio sostenuta dalla polizia”.

Ad alimentare i sospetti di colleghi e politici dell’opposizione, anche il coinvolgimento di Bebenine nella campagna elettorale di Andrei Sannikov, principale avversario di Lukashenko alle prossime presidenziali. Le autorità difendono la tesi del suicidio, ma a reclamare un’inchiesta è ora anche l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.