ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Russia, roghi minacciano le installazioni strategiche

Russia, roghi minacciano le installazioni strategiche
Dimensioni di testo Aa Aa

Attorno al centro di ricerca nucleare di Sarov, dove i sovietici costruirono la bomba atomica, i militari ripuliscono il sottobosco.

Gli incendi che stanno devastando la Russia centro-occidentale minacciano la sicurezza delle installazioni strategiche.

Ma ripulire non è impresa da poco. “Da quattro anni non lo fa più nessuno, è come camminare su una mina”, accusa un funzionario addetto alle operazioni.

A peggiorare le cose, la Russia è ricca di torbiere, che vennero sfruttate in epoca sovietica per alimentare le centrali elettriche e poi abbandonate. Ora che l’acqua è stata drenata possono bruciare per mesi, anche nel sottosuolo, anche nella stagione invernale.

Il bilancio dei roghi boschivi in termini di vite umane è salito ad almeno 50 morti. La lotta contro gli incendi sta impegnando 170mila persone, tra vigili del fuoco e militari, oltre ai volontari che aiutano a evacuare i villaggi a rischio. I focolai ancora attivi sono quasi seicento e i danni alla produzione agricola non si contano.

A Mosca l’aria è ancora irrespirabile, anche se la cappa di fumo che mercoledì avvolgeva la città ha iniziato a diradarsi. La vendita di mascherine è esplosa.

“A casa usiamo i rimedi delle nostre nonne. Dal momento che non abbiamo impianti per l’aria condizionata, appendiamo panni bagnati alle finestre, usiamo i ventilatori. E’ dura, ma cerchiamo di resistere”.

La concentrazione di monossido di carbonio ha toccato livelli cinque volte superiori alla soglia di allarme. Le autorità consigliano di rimanere in casa il più possibile.