ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Le rivendicazioni dei dissidenti cubani

Lettura in corso:

Le rivendicazioni dei dissidenti cubani

Le rivendicazioni dei dissidenti cubani
Dimensioni di testo Aa Aa

È il 13 luglio. All’aeroporto di Madrid sbarcano sette dissidenti cubani. Fanno parte del gruppo di 75 detenuti condannati al carcere nella primavera del duemilatré. Il loro rilascio è il risultato dei negoziati fra la Chiesa cattolica cubana e Raúl Castro, ma anche di una promessa fatta al governo spagnolo.

Perché Madrid punta a un ammorbidimento della Posizione comune europea: come condizione per la piena cooperazione economica, l’Unione impone a Cuba progressi nel campo dei diritti umani.

Ma la liberazione dei prigionieri politici non è l’unica rivendicazione dei dissidenti cubani. Gli oppositori del regime chiedono soprattutto riforme democratiche.

Innanzi tutto, libertà di stampa ed espressione. La soppressione della polizia politica, in particolare la cosiddetta “Sezione 21”.

E ancora, l’abrogazione della legge 88, meglio nota come “legge museruola”, che prevede una pena di 15 anni per chi trasmette informazioni agli Stati Uniti.

L’opposizione chiede anche più libertà per viaggiare all’estero, avviare un’attività imprenditoriale e accedere alla proprietà privata, a internet e alla tivù via cavo.