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Vigilia di voto segnata dalla violenza in Messico

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Vigilia di voto segnata dalla violenza in Messico

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In Messico si tengono domani le elezioni locali, per scegliere i governatori di 12 sui 31 stati che formano il paese: un test per Felipe Calderon a due anni dalle presidenziali e un anno dopo la sconfitta del suo partito alle politiche.

Ma al di la dei comizi e della campagna elettorale, le ultime settimane sono state scandite soprattutto da un netto inasprirsi della guerra tra i cartelli della droga.

Una guerra che ha fatto 26 mila morti negli ultimi 3 anni e mezzo.

Ultima vittima: Rodolfo Torre, candidato favorito per la carica di governatore dello stato di Tamaulipas, nel nord est del paese.

“Vediamo cosa succede con le elezioni – dice un residente – Spero che non ci siano altre uccisioni o rapine, raccomando a tutti di fare attenzione quando lasciano la propria casa per andare a votare”.

Omicidi e sparatorie a catena, parte della guerra per il controllo delle vie della cocaina negli Stati Uniti, sono secondo gli osservatori anche un avvertimento ai cittadini e ai partiti politici in attesa del voto.