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"Siamo russi". Nuove luci sul caso degli 007 arrestati

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"Siamo russi". Nuove luci sul caso degli 007 arrestati

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Si allarga la breccia nel mistero dei dieci presunti agenti russi, arrestati negli Stati Uniti con l’accusa di spionaggio. Sale a tre il numero di quelli che avrebbero ormai ammesso di aver agito sotto falsa identità. Agli ultimi due il tribunale di Alexandria, in Virginia, ha negato la libertà condizionata.

Stratagemma peraltro sfruttato dal presunto undicesimo uomo del gruppo, per sfuggire alla giustizia. Arrestato mentre cercava di lasciare Cipro, Christopher Robert Metsos ha fatto poi perdere le proprie tracce mercoledì, dopo essere stato liberato su cauzione.

Gli Stati Uniti accusano Nicosia di averlo lasciato scappare, ma le autorità respingono, senza troppi argomenti: “Credo sarà difficile riarrestarlo a Cipro – dice il Ministro della giustizia Loucas Louca – perché personalmente ritengo non sia più qui”.
Ipotesi più accreditata è che Metsos abbia sfruttato l’assenza di accordi di estradizione, per riparare nella parte turca dell’isola. C‘è però chi arriva a sostenere che sia stato rapito da agenti statunitensi o russi.