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Imperativo ricostruzione. Otumbayeva sull'emergenza in Kirghizistan

Imperativo ricostruzione. Otumbayeva sull'emergenza in Kirghizistan
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Gettare acqua sul fuoco della polveriera etnica, esplosa in Kirghizistan con i violenti scontri degli scorsi giorni. Ambasciatrice di speranza, il presidente ad interim Roza Otumbayeva è arrivato nel sud del paese, per tentare la riconciliazione fra uzbechi e kirghizi.

“Dobbiamo anzitutto essere fiduciosi: – il messaggio lanciato da Osh, la città più colpita -procederemo con la ricostruzione e riporteremo indietro tutti i rifugiati. E’ per questo che stiamo ora lavorando”.

Oltre 400.000 su poco più di 5 milioni di abitanti, i kirghizi di etnia uzbeca, secondo l’Onu messi in fuga dalle violenze. Lasciato il sud del paese, molti di loro hanno trovato rifugio in campi profughi, allestiti proprio a ridosso del confine con l’Uzbekistan. “Per i miei figli non c‘è speranza ad Osh. – dice una madre di famiglia, nel -. Non voglio che tornino indietro. Per fare che, poi? Voglio restare qui con loro”.

Strategico per la sua vicinanza all’Afghanistan, il Kirghizistan preoccupa per la sua instabilità anche a livello internazionale. Mentre Washington e Mosca temono possa trasformarsi in culla di estremismo islamico, la città meridionale di Jalalabad si riconcilia intanto nella preghiera.

Uniti nelle celebrazioni, i vertici delle locali comunità uzbeche e kirghize, affidano al loro abbraccio un messaggio di pace e speranza.

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